Per dispositivi di protezione sulle macchine, occorre adottare misure che garantiscano la sicurezza di uomini e macchine. Queste misure vengono descritte all’interno della norma ISO 13855 e garantiscono che la macchina commuti in uno stato sicuro prima che si possa raggiungere l’area pericolosa. È pertanto necessario scegliere la distanza di sicurezza in modo che ogni movimento pericoloso venga arrestato prima che una parte del corpo raggiunga la zona di pericolo.
Norma di sicurezza EN ISO 13855 per il posizionamento di dispositivi di protezione
Nella norma EN ISO 13855 “Sicurezza del macchinario – Posizionamento dei mezzi di protezione in funzione delle velocità di avvicinamento di parti del corpo umano“ vengono definiti sia il posizionamento di dispositivi di sicurezza che le velocità di avvicinamento di una persona. Nell’implementazione delle misure di sicurezza e nella scelta dei sensori adeguati, è necessario tenere conto di entrambi i parametri. In queste fasi, a seconda della direzione e del tipo di avvicinamento, vengono stabilite velocità e misure protettive diverse. Vengono inoltre contemplati ulteriori aspetti dell’avvicinamento indiretto, possibilità di elusione del dispositivo di protezione e misurazione dell’extracorsa.
Novità nella norma EN ISO 13855:2024
La norma successiva EN ISO 13855:2024, entrata in vigore nel novembre 2024, prevede alcune sostanziali modifiche e inasprimenti. Nella nuova versione della norma, il calcolo della distanza di sicurezza è più complesso e ulteriormente suddiviso rispetto al passato; pertanto, con la nuova edizione è richiesta una maggiore e più approfondita attenzione.
Panoramica delle principali modifiche e dei nuovi requisiti:
- Per le distanze di sicurezza vengono prescritti nuovi e più complessi aumenti.
- È stato definito cosa si intende per piano di calpestio sufficientemente ampio che può pertanto essere utilizzato come punto di riferimento per la misurazione della distanza di sicurezza, anche in relazione a salite e discese.
- Nel calcolo della distanza di sicurezza, occorre mettere in conto anche il cambiamento della posizione della zona di pericolo per la persona a seguito dell’interruzione del dispositivo di sicurezza.
- La norma è stata ampliata con il calcolo per distanze di velocità dinamiche per direzioni di avvicinamento sconosciute e conosciute di una persona.
- Sono stati integrati moduli per interruttori manuali e a pedale ed è stata modificata la formula per interruttori bimanuali.
- Sono stati stabiliti nuovi limiti per dispositivi di protezione elettrosensibili (ESPE) verticali.
- Sono stati introdotti calcoli più avanzati per ripari mobili.
Calcolo della distanza di sicurezza secondo EN ISO 13855:2024
Con l’adeguamento e le novità della norma ISO 13855:2024, per il calcolo della distanza di sicurezza risulta la seguente formula:
S = (K x T) + DDS + Z
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S |
Distanza di separazione in millimetri (mm). S non deve essere inferiore a 100 mm. |
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K |
Un parametro in millimetri al secondo (mm/s) che viene derivato dai dati sulla velocità di avvicinamento del corpo o di parti del corpo. K corrisponde a 2000 mm/s per la velocità degli arti superiori o a 1600 mm/s per la velocità di camminata. Se K è = 2000 mm/s e S > 500 mm, per K si può utilizzare 1600 mm/s; in questo caso S deve tuttavia essere arrotondato per eccesso ad almeno 500 mm. |
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T |
Tempo di risposta totale del sistema in secondi (s); per macchine nuove può essere determinato mediante misurazione o calcolo. In caso di misurazione, viene utilizzato il valore massimo di 10 misurazioni. In caso di un calcolo, T risulta da una combinazione di 3 parametri: T = TSRP/CS (tempo di risposta dei dispositivi di sicurezza) + TME (tempo fino all’arresto della macchina) + TF (fattore di tolleranza) |
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DDS |
Aumenti della distanza di raggiungimento legata a un dispositivo di protezione in millimetri DDS rappresenta il massimo degli aumenti possibili. È possibile applicarne diversi. |
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Z |
Un fattore di distanza supplementare dipendente dall’applicazione, in millimetri. Il valore di Z dipende dall’esatta applicazione, i fattori sono ad es. incertezza di misura, riflesso, coppia frenante decrescente. |
Si deve inoltre tenere conto che è necessario distinguere tra due tipi di avvicinamento.
1. Avvicinamento statico:
Nel calcolo della distanza di sicurezza per qualcuno che si avvicina a un dispositivo di sicurezza fisso, il risultato finale dipende dal tipo di avvicinamento. La formula principale continua comunque ad essere applicabile:
S = (K x T) + DDS + Z
2. Avvicinamento dinamico per direzione di avvicinamento sconosciuta di una persona:
Se l’accelerazione o la frenata è nota e costante, vale il principio fondamentale applicato per l’avvicinamento statico, tuttavia è necessario considerare un ulteriore parametro SM che rappresenta il cambiamento di posizione del pericolo. Si evince quindi la seguente formula che deve essere applicata se non si conosce con esattezza la direzione di avvicinamento di una persona:
S = (K x T) + DDS + SM + Z
SM viene calcolato come segue:
SM = v0 x T - (d/2) x tm2 + (a/2) x tSRP/CS2
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v0 |
Velocità iniziale in mm/s |
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a |
Possibile accelerazione in mm/s² |
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d |
Possibile ritardo in mm/s² |
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tm |
Tempo riferito all’inerzia meccanica |
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tSRP/CS |
Tempo di risposta del sistema di controllo di sicurezza |
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